Si torna a produrre
Nessa Alcarin
É un mondo strano. Lo si vede a perdita d’occhio. Lo concepisco con sempre maggior fatica, e spesso, non ha nulla di umano. Ed é un bene. Perché tutto quello che é umano é un gorgo di liquame nero senza senso.
C’é peró qualcosa di buono, di tanto in tanto, nelle persone. Nessa Alcarin é il mondo di una bambina che non ha mai smesso di correre chissá dove, chissá in quale mondo, dove i mortali non hanno accesso. La porta a specchiarsi in acque torbide e li non vi si riconosce. Poi ancora via a correre dietro un coniglio bianco che ripete istericamente che é tardi.
“É tardi… É tardi!” Corre e corre ancora. Nessuno sa perché, nessuno forse si domanda nemmeno quale sia il motivo. Ma una bambina dai capelli neri lo segue. Forse sta scappando, forse sta inseguendo un sogno. Forse é intrappolata in una realtá dove il mondo veramente finisce quando si arriva al bordo. Nella tana del coniglio bianco.
Giù. Un salto.
Ed é fuori da questo mondo.
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